martedì 29 dicembre 2015

CIAO MARTINO


Ciao Martino.
Una tragedia ha sconvolto il nostro paese: Martino Maffei, è scivolato scendendo dalla Cima Lancia. Era partito ieri mattina da casa e intorno alle 12, dalla cima della montagna, aveva telefonato alla famiglia, iniziando subito dopo la discesa lungo il sentiero. Dopo il primo tratto di discesa, a circa 2.050 metri di quota, è scivolato, precipitando per più di 100 metri lungo un canalone. Non vedendolo arrivare i due figli sono sono saliti quasi alla Cima Lancia e discesi sull'altro versante ma verso le 17 hanno chiamato il Soccorso Alpino. Il corpo di Marino senza vita è stato stato ritrovato verso le ore 21.00. La notizia dell’incidente ha lasciato attonite le comunità di Pinzolo e della Val Rendeva. Aveva solamente 48 anni. Era stato il Capostazione del Soccorso Alpino di Pinzolo per diversi anni e con lui avevo effettuato numerosi soccorsi in montagna. Solo lui sapeva quante volte era andato ad allenarsi sulla Cima Lancia 2.318m...

giovedì 24 dicembre 2015

NATALE

Qualcuno dirà: "E' vecchia... ancora questa..."! Sì, ce ne dimentichiamo sempre e continuiamo a festeggiare!



martedì 22 dicembre 2015

LIDIA - La cantante non vedente

Che bella storia. Ormai sono già passati 5 anni da quando ci siamo conosciuti. Lidia era qui a Pinzolo con un gruppo di non vedenti siciliani. Sono stato uno dei suoi maestri di sci. Con lei c’era anche sua sorella. Erano nate cieche queste due belle ragazze. Lei aveva anche una bella voce e una volta aveva cantato insieme a Gigi D’Alessio: https://www.youtube.com/watch?v=Bh-N6TkqVoo.
Gli anni passano ma ogni tanto ci sentiamo. Usiamo molto whatts così ci mandiamo i messaggi audio. Gli ho promesso una bella cosa ma si saprà solo si riuscirò nel mio intento. Ho sempre ‘l pil da la galina, la pelle d’oca, quando parlo con la mia dolcissima Lidia.


domenica 20 dicembre 2015

SLURP

A Mirtillo piacciono le noci.

giovedì 17 dicembre 2015

CIAO ITALO


Si chiamava Italo (Lustro). L'avevo incontrato pochi giorni fa e come sempre era di poche parole. "Ciao cumi vala? Set 'sta 'n geru?" Martedì sera, mentre era sdraiato sul divano a guardare una partita di calcio, ha chiuso per la sua ultima volta gli occhi. Eri stato il mio primo Maestro di sci sulla piste di "Vadaiun". Abitavi proprio dietro casa mia a Bavdin, la nostra bella frazione di Pinzolo. Ti porterò sempre nel cuore come tutto il paese. Ciao Italo!

martedì 15 dicembre 2015

DOUGLAS TOMPKINS


Douglas Tompkins ci ha lasciati. È morto in Patagonia, in un incidente in kayak, il milionario Doug Tompkins, fondatore del marchio di abbigliamento sportivo e accessori per la montagna «The North Face». Aveva 72 anni. Era sul lago General Carrera, nella Patagonia cilena, insieme a un gruppo di cinque persone quando il suo kayac si è ribaltato e lui è finito nell’acqua ghiacciata del lago General Carrera. Trasportato in elicottero e ricoverato in ospedale, è stato dichiarato morto per ipotermia dopo alcune ore. Dopo i successi imprenditoriali, si è dedicato alla conservazione delle aree naturali del Sud America, diventando tra i più grandi proprietari terrieri del Cile con l’obiettivo di trasformare queste aree in parchi nazionali. «Douglas era un appassionato difensore dell’ambiente». Viveva in Cile con la seconda moglie Kris. Amico d’avventura di un altro storico climber e surfer come Yvon Chouinard, fondatore del marchio Patagonia, hanno aperto insieme nel 1968 una nuova via sul Monte Fitz Roy e cambiato per sempre il modo di arrampicare e vivere la montagna. "Vediamo la perdita di biodiversità come una delle più grandi crisi del nostro tempo", si legge dal sito ufficiale della sua Fondazione. "Crediamo che gli umani abbiano il dovere morale di condividere il pianeta con le altre specie e che dobbiamo riorientare i nostri valori e le attività in modo che tutte le forme di vita possano fiorire". Se ne è andato così, facendo ciò che più amava, una delle figure più importanti dell’attivismo e dell’ecologia che le nostre generazioni abbiano mai conosciuto.

lunedì 14 dicembre 2015

martedì 8 dicembre 2015

lunedì 30 novembre 2015

IL PETTIROSSO

video

Oggi ho trovato un pettirosso nella casetta di Mirtillo. L'ho fatto salire sulla mia mano e dopo un paio di tentativi ha preso il volo. Tenero piccino!

venerdì 27 novembre 2015

VIA AFANASSIEFF FITZ - ROY

Patagonia 2015. 
Solo per spiegare di cosa parla il breve video.
La mia quest'anno non è stata una spedizione.
La spedizione di quest’anno era saltata già tempo fa e non sto a spiegarne il motivo. 
Ma ho delle cose importanti alla base della Torre Egger e non potevo aspettare il prossimo anno nel dubbio che succedesse qualcosa. Dovevo tornare a verificare se c’era ancora tutto il materiale e in quale stato, dopo 12 mesi. Allora ho deciso di partire anche se solamente per 15 giorni, con uno dei miei compagni. Purtroppo pochi giorni prima della partenza il mio amico ha dovuto rinunciare per un suo grosso problema al lavoro. L'ho capito. Sarei partito anche da solo ma il mio compagno mi ha fatto desistere da questo mio proposito. Voleva trovare una soluzione e mi ha parlato del giovane Nicola. Lui sarebbe venuto molto volentieri insieme a me. Perfetto!

Così mi sono trovato da solo con Nicola a spiegargli il motivo per cui dovevo andare là. E lui mi ha seguito.
Il giorno dopo che siamo arrivati al Chalten eravamo già in cammino per lo Hielo Continental. Per fortuna, nonostante il vento che abbiamo trovato, abbiamo proseguito e in 4 giorni siamo andati e tornati veloci, facendo quello che dovevamo fare. In questo modo mi rimanevano ancora diversi giorni liberi. E allora che fare? Un mese fa ci avevo pensato. Un sogno che poi si è realizzato. 
Detto fatto. Dopo un giorno di meritato riposo siamo partiti per la nostra meta: la via Afanassieff al Fitz Roy. Salita non troppo difficile ma eterna. A parte la sera del terzo bivacco dove nevicava tempo bello e molto freddo. Bivacchi gelidi col “sacco a velo”.
La discesa l’abbiamo fatta lungo la Supercanaleta che avevo salito 32 anni fa. 
Durante la lunga discesa le corde si distruggono, tutte e due scalzate in molti punti. In qualche modo ci arrangiamo.
E’ molto triste incontrare Chad e Frank che, anche se per cose diverse, non sono più tornati a casa…
Di loro forse ne parlerò in un altra occasione.

mercoledì 25 novembre 2015

JEAN AFANASSIEFF





Jean Afanassieff se n’è andato lo scorso gennaio dopo una lunga malattia. A 20 anni diventa Guida Alpina. Grande alpinista e considerato uno dei più forti alpinisti francesi della sua generazione. Jean però era diverso. Intanto aveva dei capelli lunghissimi, più lunghi di tutti gli altri, quasi da donna, curati e poi aveva quel nome che sembrava finto. Edlinger aveva i capelli lunghi. Berhault, aveva i capelli lunghi. Jean Marc Boivin, aveva i capelli lunghiReinhold Messner aveva i capelli lunghi e ce li avevano lunghi anche i britannici Doug Scott, Chris Bonington, Peter Boardman. 
A 25 anni fa la prima salita francese all’Everest e in vetta si ferma un’ora e mezza. In cima all’Everest fuma anche una sigaretta essendo fumatore incallito. Scala su tutte le montagne del modo e effettua anche molte salite solitarie difficili. In cima al Fitz Roy è stato due volte e nel 1979 effettua la sua grande salita sulla parete nord-est con il fratello Michel, Guy Abert e Jean Fabre. Ha anche realizzato una cinquantina di video per le televisioni. Mi spiace molto non averlo conosciuto ma reputo fosse una Grande persona oltre che valido alpinista. 

domenica 25 ottobre 2015

VOLARE... OH OH!

I miei primi voli da 4.300 metri




giovedì 22 ottobre 2015

mercoledì 21 ottobre 2015

FONTANELLA







Oggi ho riparato la fontanella e Heidi mi sembra soddisfatta del lavoro. Visto Mirtillo col suo nuovo abito invernale, grigio capriolo?

domenica 18 ottobre 2015

VOLARE

Dimenticanza. Ieri ho fatto il mio primo lancio dall'aereo. Sto facendo il corso di paracadutismo a Verona. Quota 4.300 metri. Logicamente avevo due ottimi istruttori che mi tenevano stretto e ho dovuto fare quanto mi avevano insegnato. Un po' più che molto emozionante. Quando siamo arrivati dopo circa un minuto di caduta libera, a 1.700 metri , li ho salutati, ho trazionato la maniglia e ci siamo lasciati. Il mio paracadute si è aperto bene e ho proseguito fino all'aeroporto. Poi il briefing e visione video del volo in caduta libera con le correzioni ai miei errori. BOCCIATO! No, il primo "esame" superato. Non è descrivibile ciò che si prova. Molto forte però. Verso la fine della prossima settimana altri salti e poi i video li potrò avere. Dovreste provare a fare un tandem...

domenica 11 ottobre 2015

sabato 10 ottobre 2015

giovedì 8 ottobre 2015

CIAO VALERIA

Ciao Valeria, stai volando fra i cirrus lenticularis e i cumulonimbus pileus? Ormai sono già tre anni che te ne sei andata. Molti dicono che io ho sempre la testa fra le nuvole e un giorno arriverò anch'io. Ciao Piccola…










un tuo dipinto: Butterfly

giovedì 1 ottobre 2015

TECNICA - BLIZZARD



il nuovo attacco da sci-alpinismo con tutte le sicurezze





Giornata alla TECNICA. L’Azienda ci ha mostrato i nuovi prodotti per quanto riguarda il mondo dello con gli scarponi TECNICA e gli sci BLIZZARD. Erano presenti tutti i promoter di questa Grande azienda.

PIERINO GROS


Piacevole incontro col Grande Pierino Gros (valanga Azzurra)

domenica 27 settembre 2015

sabato 26 settembre 2015

CHE ESSERE INFAME L'UOMO

Un uomo sente abbaiare sotto il marciapiede e...
Un cane in gravidanza è stato sepolto e lasciato morire sotto terra, non era in grado di uscirne fuori vivo ma un uomo di buon cuore ha rifiutato di ignorare le sue grida di aiuto. Calvario scioccante dell'animale iniziato venerdì scorso all'esterno di un'unità abitativa nella città di Voronezh (Russia) qualche sospetto di ciò che è stato un atto di crudele indifferenza. Alcuni lavoratori della città erano stati chiamati sul posto per riparare un tratto di marciapiede dove una buca si era formata settimane prima. In tal modo, tuttavia, hanno finito in qualche modo per seppellire il cane in una cavità. Nei giorni che seguirono, alcuni residenti tra cui Vadim Rustam e la sua famiglia sono stati allarmati nell'ascoltare abbaiare sotto i mattoni appena deposti, così hanno fatto appello all'autorità della città per assistenza. Dopo essere stato informato che nulla si poteva fare, Rustam ha deciso di intervenire e salvare quel povero cane.
Non è chiaro come il cane sia finito in quella situazione, e se era stato sepolto vivo consapevolmente, lei ed i suoi cuccioli non erano ancora nati, oggi sono vivi grazie all' azione di Rustam.

martedì 22 settembre 2015

lunedì 21 settembre 2015

domenica 20 settembre 2015

sabato 19 settembre 2015

mercoledì 16 settembre 2015

LA NASCITA DEI "FRIENDS"

LA NASCITA DEI FRIENDS
Nel 1971 l’ingegnere aerospaziale e fortissimo scalatore Ray Jardine inizia a sviluppare la cosa che sarebbe diventato il primo dispositivo a camma, in seguito noto come “friend”.

Intorno al 1973 ha finalmente fatto un primo prototipo funzionante. 

Motivato dal suo nuovo “friend” Ray Jardine tenta di scalare il Nose in un giorno nel 1974.

Nel 1975 Ray Jardine parla a Mark Vallance (Regno Unito) dei suoi prototipi e il nome “friend” viene coniato. 

Nel 1976 Jardin non riesce a trovare nessuno negli Stati Uniti disposto a investire nella sua idea.

Nel 1977 Mark Vallance fonda Wild Country e Ray Jardine va in Gran Bretagna per avviare la produzione di Friend.

Nel 1978 prende il via la produzione di Friends a Tideswell, nel Peak District, Derbyshire.








CAMOSCI

JODLER

lunedì 14 settembre 2015

MONDO DIVERSO

Per uno come lui tornerei a votare.
video

sabato 12 settembre 2015

mercoledì 9 settembre 2015

lunedì 24 agosto 2015

NON HO PAROLE

L'UOMO CON LE ALI



Un altro Grande ci ha lasciati. “L’uomo con le ali”, Oliviero Bellinzani ha perso la vita in montagna, il luogo che amava tanto. Ci eravamo conosciuti qualche anno fa e ci eravamo promessi che saremmo andati a fare una salita insieme. Ormai non è più possibile. Ciao Oliviero…

venerdì 21 agosto 2015

Una delle mie fiabe - PIZÒT e PIZÖL

C’era una volta, nel bel mezzo della foresta, un piccolo villaggio abitato dagli gnomi. Ognuno di loro era impegnato nel suo lavoro e si dava anche da fare per tutta la comunità. In quel paesino regnava l’amore.
Solo in una casetta questo non accadeva: lì, viveva una coppia di gnomi che proprio non trovavano un buon accordo fra loro. Pizöl e Pizòt erano i più ricchi del borgo, la loro abitazione aveva tutte le comodità, ma loro proprio non riuscivano ad essere felici e si rendevano anche antipatici a tutti. Non avevano bisogno di lavorare per mantenersi, la loro agiatezza era dovuta alla fortuna ereditata dai genitori di entrambi.
Gli altri gnomi, invece, andavano tutti i giorni al pozzo a prendere l’acqua, coltivavano i campi per avere le verdure, curavano gli alberi per coglierne i frutti in autunno, andavano nel bosco a far legna per cucinare e riscaldarsi.
Pizöl e Pizòt erano gli unici ad avere una canaletta di corteccia che portava l’acqua fin dentro casa; riuscivano persino, vista l’abbondanza di quel prezioso elemento, a scaldare pentoloni colmi sino all’orlo per lavarsi in una vasca scavata nel tronco di un larice. E poi, poi avevano anche una stufa in pietra ollare sulla quale mettere le loro pentole per cucinare.
Quando si alzavano al mattino, raramente si davano il buon giorno. Durante la giornata Pizòt era sempre in giro per il paese a chiacchierare e a spendere soldi in cose inutili; Pizöl, invece, passava un sacco di ore all’osteria, bighellonava per i vicoli e tutti i pomeriggi passava dal barbiere per farsi rifinire la barba. La sera si ritrovavano a casa e il momento della cena poteva essere paragonato all’incontro di due estranei. Che tristezza!
Le settimane facevano i mesi e poi gli anni; tutti erano a conoscenza della difficile situazione della coppia. Finalmente, un giorno, Pizòt fu fermata per strada da una compaesana: si trattava di Pudöta, la mugnaia della borgata, e non si sarebbe mai permessa di intromettersi se loro due non fossero state compagne di banco in prima Alimentari.
Pudöta non trovava le parole giuste per iniziare il suo discorso, però voleva a tutti i costi aiutare Pizòt. Deglutì la sua castagna, prese coraggio e le consigliò di adottare un animaletto. Sicuramente, disse, un nuovo arrivo a quattro zampe avrebbe reso la loro casa più viva, più allegra.
Stranamente Pizòt accettò senza neanche doverci pensare su, perciò la mugnaia s’impegnò a procurarle la bestiola e, dopo solo un paio d’ore, si presentò a casa della gnoma triste portando in braccio un bellissimo gattino di pochi mesi: era nero e bianco, veramente uno spettacolo.
Pizòt gli si avvicinò timorosa, poi si chinò e lo accarezzò; il gattino alzò subito la coda e si mise a fare le fusa.
Pudöta spiegò all’amica cosa significasse quella reazione del micino, e l’amica sorrise: era tanto tempo che non aveva un’espressione così felice e rilassata. Poco dopo arrivò Pizöl e, appena entrato, vedendo sulla sua sedia “quel coso peloso”, come lo chiamò, imprecò contro sua moglie. Lei lo ignorò, prese il gattino fra le braccia e lo baciò affettuosamente.
Pizöl si rese conto che in realtà erano passati tanti anni da quando aveva visto sua moglie sorridere per l’ultima volta e la constatazione, unita all’espressione buffa e affettuosa della bestiola, strappò un sorriso anche a lui.
I coniugi ringraziarono e salutarono Pudöta. Pizöl si avvicinò a Pizòt e, delicatamente, la accarezzò. Poi fece una carezza anche al micio, che continuava a fare le fusa.
I due gnomi si abbracciarono, consapevoli del fatto che ciò non avveniva da un secolo. Ebbero poi una breve discussione su come chiamare il gattino; osservandolo bene, videro che si trattava di una femminuccia e allora decisero insieme di chiamarla Plöf. Quella sera prepararono una cena succulenta, mentre la micetta si arrampicava sulle tende, e parlarono tranquillamente fino a tardi.
Il giorno dopo Plöf fece un sacco di disastri in casa, ma Pizöl e Pizòt la guardavano divertiti. Alla micetta piaceva molto giocare con l’acqua e poi, con le zampette bagnate, andarsene in giro a lasciare impronte ovunque. Prendeva tutti gli oggetti alla sua portata e li buttava a terra; ruppe anche alcune tazze e bicchieri di cristallo.
Pizöl e Pizòt avevano un sacco da fare per mettere a posto tutti i danni che la piccoletta combinava. Cercavano di richiamarla ma quella fuggiva via come un missile. Si calmò solo quando le mostrarono una cassettina con della segatura: era il suo bagnetto; per un po’ la situazione si calmò, ma poi riprese tutto come prima.
Pizòt e Pizöl non erano abituati a lavorare e quel giorno arrivarono all’ora di cena molto stanchi. Erano soddisfatti, però. Quando andarono a dormire Plöf, attorcigliandosi nel piumino con loro, fece uscire tutte le piume che si sparsero per la stanza.
Nonostante i disastri combinati, quella gattina aveva portato l’allegria e la gioia in casa. Il mattino successivo Pizòt e Pizöl andarono da Pudöta e le chiesero di procurare un altro micio, poi un cane e poi ancora un coniglio.
In poco tempo la casa si riempì di animali. Pizòt e Pizöl erano tanto felici e spensierati, organizzarono una grande festa in paese e furono finalmente accettati da tutti i compaesani, che presto dimenticarono la loro precedente antipatia.
E vissero tutti felici e contenti.


venerdì 14 agosto 2015

lunedì 3 agosto 2015

SKITCH SULLE BOCCHETE



A dieci anni dalla sua scomparsa! Ciao Skitch! Ciao Amore mio!

domenica 2 agosto 2015

venerdì 31 luglio 2015

giovedì 23 luglio 2015

RICORDI

RICORDI CHE VINICIO MI HA FATTO RICORDARE CON MOLTO PIACERE!

Cerro Torre e la prima invernale del 1985

23.07.2015 di Vinicio Stefanello

Attualmente è inverno in Patagonia. Esattamente 30 anni fa, nel luglio del 1985, Paolo Caruso, Maurizio Giarolli, Andrea Sarchi ed Ermanno Salvaterra hanno effettuato la storica prima invernale del Cerro Torre lungo la 'Via del Compressore' aperta da Cesare Maestri sulla cresta Est. Ecco il breve filmato di quei giorni in parete che hanno aggiunto, come molte altre, un importante capitolo alle storie patagoniche.

Il grande condor scivola nel vento. Unico, silenzioso, testimone di quel che accadde e accadrà. "Molla tutto…": inseguito da un'imprecazione il saccone è inghiottito dall'abisso e scompare, senza rumore, nel buio della sera. Una corda scambiata, parole fraintese, confuse dal vento: un gesto ripetuto all'infinito, sempre uguale, si è tramutato in un errore. Anzi, un orrore per i tre alpinisti sulla Exocet. Hanno perso viveri, vestiti, sacchi a pelo, tutto. Così il loro progetto di traversata è terminato sul nascere.

Si guardano muti e sanno già tutto: bisogna scendere, ma prima c'è l'incognita del difficile, freddo bivacco. Si scambiano poche parole. Poi il silenzio è rotto solo dal vento e dalle piccozze che scavano il ghiaccio. Si muovono continuamente, ogni tanto si smanacciano, si scazzottano anche: è l'unico modo per scaldarsi un po'. Sono demoralizzati. Niente da mangiare, nulla da bere… e nessuna sigaretta: è questo che irrita maggiormente Ermanno. Sono passati molti anni, ma Icio, Elio ed Ermanno, ancora sorridono di quell'irrisolto mistero del saccone precipitato… con tutte le sigarette, maledizione!

Una raffica più forte e si plana verso il Cerro Torre. Come in un flash back ritroviamo Elio ed Ermanno che bivaccano sotto la parete terminale. E' la loro prima volta in Patagonia - la via Maestri è stata ripetuta solo da Bridwell e Brewer. Non hanno sacco a pelo, né viveri, né da bere, ma Elio ha risparmiato dei pezzetti di cioccolato: li divide con l'amico. Allora la bufera impedì la cima, ma Ermanno ricorderà per sempre il "calore" di quel po' di cioccolato…

Un impercettibile movimento d'ali fa cambiare ancora scena. Siamo all'anno dopo, giusto in tempo per scorgere Icio ed Ermanno in cima al Torre. Poi, ancora una raffica, ci spinge in avanti. Si vedono Icio, Andrea e Paolo che consolano Ermanno, disperato per i ramponi persi nel vuoto. E ancora Icio che infila i guanti alle mani semi congelate del compagno. Dopo un attimo, li scorgiamo tutti e quattro sulla cima. E' la prima storica invernale del Torre. Con lenti giri, li seguiamo nella discesa, difficile, penosa, fino al campo base dove spalano la neve che ha sepolto le tende. La colonna sonora è quella della Patagonia, l'azione quella del gruppo.

Quante volte l'urlo del vento ha spazzate via le stelle? Quante volte i dubbi degli uomini hanno raggiunto il condor in volo?

"Dai partiamo". Fuori la tempesta ancora impazza. Ma Ermanno insiste: qualcuno deve pur rompere l'attesa. E' tutto già visto, già vissuto. Le innumerevoli ritirate come le intuizioni premiate dal cielo terso o dalla cima raggiunte. Così l'inutile "Te l'avevo detto" ciascuno se lo risparmia, tanto è scontato e già sentito.

Nel suo continuo volo il nostro testimone alato ha visto le fatiche, le gioie, le attese. Dopo giorni d'immobilità in parete, ha sentito i "Mai più!" pensati e a volte detti o urlati nel frastuono della bufera. Ha scorto Andrea che guarda incantato la Est del Torre e la indica agli altri come un sogno da percorrere. Ha seguito gli sforzi e le fatiche lungo il ghiacciaio. Ha assistito alle partenze. Ai ritorni con la cima e quelli a mani vuote. Ha visto infrangersi sogni e vite. Ha udito le lacrime. Con gli occhi ha soppesato gli enormi zaini. Ha visto i fratelli di corda, Elio ed Icio, con carichi pazzeschi, salire lenti e inesorabili sul ghiacciaio e in parete. Ha intuito lo sguardo di Elio, perso nell'orizzonte della memoria, mentre accoglieva i suoi nuovi compagni in cima al Fitz Roy. Ammirato, ha sorriso all'entusiasmo di Ermanno e alla tecnica di Andrea.

Il loro è uno stile messo a punto da un'immensa passione che si sposa con l'estrema capacità di resistere a tutto e a tutti. E’ un sentire forgiato dall’urlo del vento. E’ una Patagonia vissuta con tanti compagni. E' un'infinita storia: sempre alla ricerca del mistero della Patagonia e degli uomini. Di quella magia, già vissuta, a cui sembra davvero impossibile rinunciare.

martedì 14 luglio 2015

domenica 5 luglio 2015

sabato 27 giugno 2015

sabato 20 giugno 2015

GIANLUIGI ROCCA

Gianluigi Rocca



Un Grande uomo e artista. 
(non sono foto ma suoi dipinti)

Gianluigi Rocca nasce nel settembre 1957 a Larido di Bleggio.
Figlio di un contadino trascorre un’infanzia solitaria dedicandosi
ancor giovanissimo, con una spiccata e naturale attitudine,
all’esercizio della pittura e al disegno. Frequenta l’Istituto d’arte
di Trento. Dopo la scuola fa il pastore, manovale, il taglialegna e
nel 1975 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera dove si
laurea nel 1979. D’estate fa il guardiano di vacche nelle malghe
delle montagne del Brenta e dell’Adamello. Dopo gli studi
seguono una serie di viaggi e soggiorni a Roma, Parigi, Madrid, 
Saint Marie de la Mer in Provenza.